Premi di produttività, la normativa il CCNL 2021. Ci sono due modi per erogare i premi di produttività, sia in denaro che come benefit di welfare aziendale. Infatti parliamo di incentivi che le aziende offrono al dipendente come bonus aziendali per aumentare qualità e quantità del lavoro. Si tratta di una retribuzione supplementare che l’azienda versa ai dipendenti qualora si verifica un aumento della produzione e della redditività. Oppure innovazione ed efficienza che comportano risultati vantaggiosi per l’azienda.
Premi di produttività
I premi di produttività possono rappresentare una quota significativa della retribuzione corrisposta ai dipendenti. Ma mentre alcuni sono obbligatori, altri sono esclusivamente volontari. Ovvero dipendono dalla volontà del datore di lavoro. Da questa politica aziendale deriva una forza motivazionale dei dipendenti. Infatti un programma di questo tipo generalmente attrae e trattiene la forza lavoro. E’ questo il caso soprattutto delle start up perchè accadde che i dipendenti vengono pagati solo se l’attività è redditizia.
La normativa vigente illustra il funzionamento dei premi di produttività, le leggi e il CCNL 2021. Nel caso dei premi di produttività obbligatori, sono definiti, calcolati e pagati in maniera dettagliata. Le somme percepite sono poi assoggettate ai contributi dei dipendenti, e quindi imponibili. Alcuni bonus possono essere erogati ad hoc ma non sono vincolanti per il datore di lavoro. Spesso vengono erogati per premiare eventi e occasioni specifiche.
La retribuzione supplementare
I premi di produttività rientrano nella retribuzione supplementare che il datore di lavoro corrisponde ai dipendenti. Non solo in caso di aumento della produzione, ma anche per un riconoscimento in termini di redditività, innovazione, efficienza e qualità. E’ possibile che gli obiettivi da raggiungere vengano stabiliti in anticipo ma non seguono una linea comune. Infatti possono essere individuali tra datore e lavoratore, aziendale tra datore e sindacati e territoriali tra rappresentanti dei datori e sindacati. L’importo del premio di produttività non è fisso, ma i riferiscono esclusivamente al numero di unità prodotte o a dei metodi che riducono i costi di produzione. Infine dal punto di vista fiscale sono soggetti a una tassazione specifica e godono di benefici fiscali.
Premi di produttività, i contratti collettivi aziendali
I premi di produttività possono essere previsti anche dai Contratti Collettivi aziendali o dai Contratti Collettivi territoriali. In tal caso la tassazione è abbattuta al 10% per i premi fino a 3mila euro se il dipendente ha un reddito inferiore a 80 mila euro. Solo nel caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori, la soglia è innalzata a 4 mila euro. In questo modo è possibile coinvolgere in modo diretto e attivo i lavoratori nei processi di innovazione e miglioramento delle prestazioni aziendali. Infine l’erogazione può avvenire sia in denaro che sotto forma di benefit aziendale. E il datore di lavoro può convertire il premio in servizi non considerati redditi e dunque esenti a livello fiscale e contributivo.
La normativa e il CCNL 2021
I premi di produttività devono essere distinti dagli aumenti di stipendio. Infatti sono associati a obiettivi specifici e misurabili rispetto agli obiettivi dell’azienda e al contributo del dipendente al loro raggiungimento. Ma è anche vero che non devono essere confusi con il piano di partecipazione agli utili. Come accade per esempio per le start up, che legano la percentuale del bonus ai profitti dell’azienda. Nel caso di premi in denaro e di premi di risultato, i dipendenti ricevono la loro quota di utile alla fine dell’anno. Il premio di risultato è tassato come reddito di lavoro dipendente.
Rispetto ai termini per l’assegnazione dei premi di produttività sono legati ai risultati concreti. La premialità maturata si percepisce quando si raggiungono gli obiettivi quantitativi. Altra ipotesi che il datore di lavoro può considerare è il sistema di remunerazione variabile. Ovvero il premio di produttività può essere basato su obiettivi quantitativi o qualitativi. Ad esempio può scegliere di valorizzare il comportamento del dipendente all’interno di un team o di un dipartimento.
