Attività di inclusione sociale finanziate dal Pnrr per 1.250 milioni

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Attività di inclusione sociale finanziate dal Pnrr per 1.250 milioni. L’annuncio del Ministro del Lavoro Andrea Orlando, che di concerto con gli uffici ha assegnato le risorse ai vari ambiti territoriali. Con il decreto direttoriale n.98 del 9 maggio sono state assegnate le risorse legate al Pnrr ai vari ambiti territoriali sociali in Italia. L’obiettivo è di favorire attività di inclusione sociale per soggetti fragili e vulnerabili come famiglie e bambini, anziani non autosufficienti, disabili e persone senza dimora.

Attività di inclusione sociale

Complessivamente agli Ats- Ambiti Territoriali Sociali, ai Comuni e agli Enti Gestori delle funzioni socio assistenziali sono stati assegnati oltre 1.250 milioni di euro. Le risorse sono stanziate per sostegno alle persone vulnerabili e prevenzione dell’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti. Per percorsi di autonomia per persone con disabilità e per Housing temporaneo e Stazioni di posta (Centri servizi). Infatti nella pubblicazione del decreto direttoriale è allegato l’elenco di tutti i soggetti capofila che hanno candidato progetti. Sono indicati i soggetti ammessi a finanziamento, regione per regione, e i progetti indicati come idonei.

La quota delle risorse stanziate è ripartita per aree geografiche. Ogni regione ha la sua dotazione finanziaria a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Gli interventi previsti

Come annuncia il Ministero del Lavoro, nello specifico la misura prevede interventi di rafforzamento dei servizi a supporto delle famiglie in difficoltà. Ma anche soluzioni alloggiative e dotazioni strumentali innovative rivolte alle persone anziane per garantire loro una vita autonoma e indipendente. Oltre ai servizi socio-assistenziali domiciliari per favorire la deistituzionalizzazione, forme di sostegno agli operatori sociali per contrastare il fenomeno del burn out. E infine iniziative di housing sociale di carattere sia temporaneo sia definitivo.

Nelle tabelle consultabili nel Decreto sono indicati i comuni proponenti quali capofila dell’ambito territoriale sociale nel cui ambito sono stati candidati progetti, che quindi possono essere stati proposti ed essere localizzati in altri comuni dell’ATS.

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