Esonero contributivo per beneficiari Reddito di Cittadinanza. Il messaggio Inps introduce importanti novità che fanno seguito alla Legge di Bilancio 2022 e che riguardano non solo i percettori del reddito di cittadinanza ma anche i datori di lavoro privati. Infatti chiarisce che l’esonero contributivo per assunzione di beneficiari del reddito di cittadinanza viene esteso anche alle assunzioni part time e a tempo determinato. E che i percorsi di avviamento al lavoro sono potenziati grazie al coinvolgimento delle Agenzie per il lavoro, alle quali competerà il 20% del beneficio in caso di effettiva ricollocazione lavorativa.
Esonero contributivo per beneficiari del Reddito di Cittadinanza
Infatti l’Istituto comunica di aver modificato il modulo telematico “SRDC – Sgravio Reddito di Cittadinanza” disponibile all’interno del Portale delle Agevolazioni. Tramite il modulo i datori di lavoro possono richiedere l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore, previsto per chi assume i beneficiari di RdC.
In realtà l’Istituto, con la circolare INPS 19 luglio 2019, n. 104 e il successivo messaggio 8 novembre 2019, n. 4099, ha già fornito le indicazioni per la fruizione dell’agevolazione. Ma la Legge di Bilancio 2022 introduce importanti novità.
Esonero contributivo, cosa prevede la Legge di Bilancio 2022
Le novità introdotte con la finanziaria riguardano la possibilità di estendere le fattispecie contrattuali incentivabili. Inoltre stabilisce che l’esonero può essere applicato anche in favore delle assunzioni di soggetti beneficiari di RdC effettuate mediante contratti a tempo parziale e a tempo determinato. Ed elimina in capo al datore di lavoro l’onere di comunicare preliminarmente le disponibilità dei posti vacanti alla piattaforma digitale dedicata al RdC presso l’ ANPAL , quale condizione di accesso all’esonero.
Inoltre la legge prevede il riconoscimento dell’esonero anche in favore delle agenzie per il lavoro.
Cosa prevede il Decreto Aiuti sul Reddito di Cittadinanza
Con il Decreto Aiuti appena convertito in Legge, il Reddito di Cittadinanza subisce una nuova stretta. Le offerte di lavoro proposte ai beneficiari del sussidio potranno arrivare anche da imprese private e l’eventuale rifiuto rientrerà nel calcolo del numero che comporta la decadenza dal beneficio.
Infatti in caso di mancata accettazione di almeno una di tre offerte congrue ricevute, o la prima proposta dopo 18 mesi dalla percezione del reddito di cittadinanza, si decade dal beneficio. Il nuovo testo prevede che la mancata accettazione dell’offerta di lavoro proposta dal beneficiario direttamente dal datore di lavoro privato dovrà essere comunicata al Centro per l’Impiego, ai fini della decadenza dal beneficio. E sarà il Ministero del Lavoro a licenziare un apposito decreto con le modalità di comunicazione e di verifica della mancata accettazione dell’offerta.
