Settanta milioni ai Centri per l’Impiego, rebus riforma delle politiche attive

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Settanta milioni ai Centri per l’impiego. Lo ha annunciato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con un comunicato stampa. A corredo della nota firmata dal Ministro Orlando anche la tabella del fondo di ripartizione su base regionale.  E lo stesso Ministero annuncia una “continuità del percorso di rafforzamento” dei Centri dell’Impiego con un ampliamento dell’organico e dei servizi. Ma intanto la protesta dei 1900 navigator avanza, e le Regioni oppongono resistenza alla stabilizzazione. Manca l’operatività di una riforma delle politiche attive del lavoro che possa fornire risposte concrete al mercato del lavoro.

Settanta milioni ai Centri per l’Impiego

Andrea Orlando ha firmato il Decreto interministeriale che prevede il riparto delle risorse economiche in favore delle Regioni e delle Province Autonome. La cifra totale di 70 milioni di euro sarà a disposizione per far fronte agli oneri di funzionamento dei Centri per l’impiego territoriali con riferimento all’anno 2021.

Il trasferimento delle risorse sarà effettuato sulla base dell’avanzamento delle assunzioni rispetto al totale autorizzato con il Piano straordinario di potenziamento dei Centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro. Le Regioni a loro volta forniranno al Ministero apposita richiesta completa di rendicontazione attestante le assunzioni effettuate e programmate.

Le pressioni dei navigator per le assunzioni e la resistenza delle Regioni

A fine aprile scadono le 1900 collaborazioni dei navigator con Anpal Servizi che chiedono una stabilizzazione nei centri per l’Impiego. Dopo due proroghe concesse dal Ministero, Orlando dovrà pronunciarsi sul personale. Ad oggi, le Regioni oppongono resistenza alla stabilizzazione di queste figure. Infatti i navigatori sono stati chiamati ad affiancare i dipendenti regionali nella ricerca di un lavoro ai percettori di Reddito di Cittadinanza. Ma è accaduto che i risultati hanno deluso le aspettative, tale da spingere le Regioni a congelare il percorso.

I risultati ottenuti non sono addebitabili ai navigator, ma al mancato decollo delle politiche attive. Infatti i dipendenti dei Centri per l’Impiego sono impegnati in attività amministrative e risulta assente l’interoperabilità dei sistemi informatici dei vari attori coinvolti dal Rdc. Inoltre i data base delle regioni non dialogano tra loro, e l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro diventa oltremodo complicato.

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