Entro la fine del prossimo mese di giugno devono consentire (e verificare che ciò avvenga nel concreto) ai dipendenti di fruire di almeno quattro settimane di ferie maturate nell’anno 2023 e non ancora godute nei successivi 18 mesi.
Inoltre, sulla retribuzione corrispondente all’eventuale residuo di ferie, dovranno versare la relativa contribuzione entro il prossimo 20 agosto.
È il minimo inderogabile che fa evitare il rischio di una sanzione da 100 a 4.500 euro.
Non è finita: devono programmare affinché, nel corso del corrente anno, i dipendenti fruiscano di almeno due settimane di ferie da maturare nel corso del 2025: in mancanza, rischiano la stessa sanzione.
