Obbligo di informazione dei lavoratori su rapporto e condizioni di lavoro

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Obbligo di informazione dei lavoratori su rapporto e condizioni di lavoro. E’ la nuova direttiva del Decreto Trasparenza adottato dal Ministero del Lavoro, che sancisce un aumento degli oneri per le aziende. Infatti il Consiglio dei Ministri ha approvato due schemi di decreto legislativo di recepimento di direttive europee.  Ovvero due atti che estendono i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. E che introducono misure per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro.

Uno di questi provvedimenti si propone di attuare la direttiva UE 2019/1152 del Parlamento Europeo e del consiglio del 20 giugno 2019. Una direttiva relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione Europea. E che consente di adeguare l’ordinamento nazionale a quello comunitario nel settore degli obblighi di informazione dei lavoratori rispetto alle proprie condizioni di lavoro. Anche se già previsti nel nostro ordinamento prevalentemente dal decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152. Tala da stabilire nuove tutele minime per garantire che tutti i lavoratori, inclusi quelli che hanno contratti non standard. Oppure che beneficino di maggiore prevedibilità e chiarezza in materia di trasparenza delle informazioni sul rapporto di lavoro e sulle condizioni di lavoro.

Obbligo di informazione dei lavoratori, le novità introdotte

La direttiva realizza un ampliamento del campo di applicazione soggettivo della disciplina in materia di obblighi informativi gravanti sul datore di lavoro. E che viene esteso anche ai lavoratori impiegati con tipologie contrattuali non standard. Ad esempio su rapporti di collaborazioni continuative organizzate dal committente anche tramite piattaforme. Su contratto di prestazione occasionale, contratto di collaborazione coordinata e continuativa, ed altri. Il decreto non si applica ai rapporti di lavoro autonomo, purchè non integranti rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Le modifiche all’ordinamento nazionale

Inoltre la direttiva contiene le prescrizioni e le necessarie modifiche apportate all’ordinamento nazionale. Per garantire che siano fornite informazioni più complete sugli aspetti essenziali del rapporto di lavoro. E che i lavoratori hanno diritto a ricevere per iscritto da parte del datore di lavoro all’inizio del rapporto di lavoro. In aggiunta a queste informazioni si prevedono altri obblighi. Tra cui l’obbligo di comunicare al lavoratore anche gli elementi previsti nelle ipotesi in cui le modalità di esecuzione della prestazione siano organizzate mediante l’utilizzo di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati.

E si riconoscono una serie di nuovi diritti materiali per offrire una maggiore tutela alle condizioni  di lavoro. Come la durata ragionevole del periodo di prova, la possibilità per il lavoratore di svolgere un impiego parallelo al di fuori dell’orario di lavoro stabilito. Oltre alla prevedibilità minima del lavoro. Infine si disciplinano le misure volte a tutelare i lavoratori nel caso di violazione dei loro diritti.

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