“Quadri e Alte Professionalità nella PA”, E.Bi.N.Conf. al Parlamentino del Cnel. “Quadri e Alte Professionalità nel Pubblico Impiego (meritocrazia e professionalità)”. Questo il titolo del convegno promosso da Ciu Unionquadri presso la sede del Cnel a Roma nella sala del Parlamentino a cui hanno preso parte i vertici di E.Bi.N. Conf., il presidente Italia Speranza e il direttore generale Sandro Vestita. Un importante momento di confronto che ha fornito l’occasione per aprire una riflessione sul mondo del lavoro. Dall’introduzione della categoria Quadro nei contratti collettivi nazionali di lavoro per i dipendenti del pubblico impiego con una verticalizzazione delle carriere e l’introduzione di benefit, ad una valutazione sulla “flessibilità” introdotta dello smart working. Quindi considerando lo stato dell’arte della contrattazione collettiva e la necessità di adeguare il sistema ai grandi cambiamenti.

Quadri e Alte Professionalità nella PA, i relatori
Al confronto, voluto dal Presidente di CIU Unionquadri, la Dott.ssa Gabriella Ancora, hanno preso parte il Presidente del Cnel Prof. Tiziano Treu, il segretario generale Mauro Nori, il Consigliere Francesco Riva, Direttore del Dipartimento Benessere e Salute CIU Unionquadri. In particolare ha relazionato sul “Rilievo delle alte professionalità e liberta contrattuale” il prof. Giulio Prosperetti, Giudice della Corte Costituzionale. Mentre la prof. Maria Gentile della Scuola Nazionale dell’Amministrazione è intervenuta su “Le elevate professionalità nel pubblico impiego: sviluppi normativi”.
A seguire, la tavola rotonda è stata introdotta e coordinata dall’avvocato Fabio Petracci, vice presidente CIU Unionquadri, il quale ha relazionato su “Quale strategia per la definizione della categoria nella sede negoziale”. Il prof. Nicola De Marinis magistrato della Corte di Cassazione è intervenuto su “Le nuove esigenze organizzative alla luce del PNRR”. E infine l’intervento del dott. Davide De Gregorio, segretario nazionale UIL – Federazione Lavoro Pubblico, con un intervento su “Prospettive contrattuali delle Elevate Professionalità nel settore degli Enti Locali”.

Quadri e Alte Professionalità nella PA, il pensiero di E.Bi.N.Conf.
“La revisione della posizione dei quadri deve innanzitutto considerare uno scatto in verticale. Ovvero deve consentire ad un dipendente della PA di poter fare carriera e accedere ad una crescita professionale commisurata al compenso economico” spiegano i dirigenti di E.Bi.N.Conf. . Infatti il primo nervo scoperto sul pubblico impiego è lo scatto economico orizzontale, che frena di fatto ogni possibilità di crescita professionale. E che incide pesantemente sull’appetibilità delle posizioni lavorative aperte.
“Ad oggi il pubblico impiego non prevede la creazione di figure dirigenziali che rispondano alle esigenze dell’ufficio. E spesso si acclarano delle incongruenze tra mansioni e attribuzioni di responsabilità. Come nel caso dei segretari comunali, che, trovandosi costretti ad operare al di fuori delle proprie mansioni, mandano avanti gli enti locali, pur non avendo una posizione di fatto contemplata in alcuna categoria o area dei contratti collettivi”.
Introdurre un avanzamento di carriera verticale
L’introduzione dell’avanzamento di carriera su livelli verticali è un obiettivo da perseguire nel pubblico impiego se si vuole sopperire alla grave lacuna che insiste oggi. La PA non ha le strutture per inserire quadri impegnati a coprire determinati ruoli. Ma prevede al suo interno una distribuzione del lavoro caratterizzata da tante mansioni simili e a bassa responsabilità. “Per superare gli scatti orizzontali bisogna adeguare i livelli di responsabilità e quindi di retribuzione economica” avvertono da E.Bi.N.Conf.
“Senza contare che non c’è un meccanismo teso all’investimento sulla formazione professionale rivolto a figure con alto potenziale. E’ per questa ragione che oggi la pubblica amministrazione registra una grave sofferenza soprattutto in termini di digitalizzazione. Oltre che sulla mancanza di coordinamento e reti di condivisione che possano snellire le procedure e fornire risposte adeguate agli utenti”.

Lo smart working
La riflessione sui “Quadri e Alte Professionalità nella PA” ha toccato anche il tema dello smart working. I relatori intervenuti al Parlamentino del Cnel si sono interrogati sul valore dello strumento messo in campo durante la pandemia. Che è stato inaugurato come misura emergenziale per fronteggiare l’isolamento, e invece che ha aperto nuove opportunità nel mondo del lavoro. Gli addetti ai lavori si interrogano “se si compra il tempo o la professionalità di un lavoratore”. Ma i vertici dell’Ente Bilaterale non hanno dubbi. “Si comprano entrambi, pur sapendo che si lavora per obiettivi e non per registrare una mera presenza sul posto di lavoro” concludono.
