Patto su salari, fisco e rinnovo contratti: la “linea Orlando”. In occasione del consueto Meeting di Rimini promosso da Comunione e Liberazione, il Ministro del Lavoro Andrea Orlando indica le priorità per la prossima legislatura. Patto su salari, fisco e rinnovo dei contratti sono i punti fermi di un programma politico che guarda al presente prima che al futuro. Ma la premessa per qualsiasi tipo di intervento resta il dialogo sociale.
Patto su salari, il Ministro Orlando punta sul mercato del lavoro
Il patto su salari è il primo tema in agenda del Ministro Orlando, che a Rimini sottolinea la necessità di intervenire per adeguare il costo del lavoro ad una soglia di dignità che in Italia ancora manca. Le direttive europee sull’adeguamento del salario minimo attendono giusta adozione da parte dell’Italia, dove la disparità di trattamento economico crea disuguaglianze e genera conflitti sociali.
Infatti il tema dei minimi salariali è protagonista della campagna elettorale insieme al reddito di cittadinanza, indicato come fattore di alterazione del mercato del lavoro. Ma oltre all’adeguamento dei salari minimi, Orlando mira a realizzare un patto caratterizzato dalla riduzione del cuneo fiscale e dal rinnovo dei contratti.
Patto su salari, il peso del crollo demografico sulle politiche del lavoro
Il mercato del lavoro, andamenti e prospettive, non possono non considerare la curva demografica. L’indebolimento della natalità in Italia sta fortemente condizionando le politiche del lavoro in prospettiva, soprattutto in termini pensionistici. Infatti a tal proposito Orlando ha parlato di “cambio di paradigma”. Pensare al lavoro non significa soltanto pensare a un fattore che va valorizzato e sul quale investire. Ma anche un fattore sul quale una risorsa scarsa va custodita.
Su questo aspetto gli interventi normativi non sono risolutivi. Per questo il titolare del Dicastero del Lavoro sottolinea la necessità di un dialogo sociale e del confronto, come premessa per qualsiasi intervento.
Le opportunità del Pnrr
Il Ministro ricorda ha ricordato che il Pnrr mette in campo strumento funzionali ai temi sollevati. A partire dai 4,5 miliardi di investimento sulle politiche attive, e a cui dovrà seguire un compenso equo e dignitoso per tutti i lavoratori. L’obiettivo è di costruire un fronte comune per mettere insieme strumenti che garantiscano che non si possa andare sotto un compenso stabilito, normativo o pattizio. Ma il tema fondamentale è come questo parametro può essere derivato dalla contrattazione.
