Assegno di Integrazione Salariale: l’Inps semplifica le istanze

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Assegno di Integrazione Salariale: l’Inps semplifica le istanze. L’Inps si pronuncia sulla semplificazione delle istanze per l’assegno di integrazione salariale. La legge di Bilancio 2022 e il decreto Sostegni ter riordinano la disciplina ordinaria in materia di ammortizzatori sociali. Si amplia la platea dei lavoratori tutelati dal Fondo di integrazione salariale (FIS). Infatti a partire dal 1° gennaio 2022 sono interessati dalla disciplina del FIS tutti i datori di lavoro, a prescindere dal numero dei dipendenti occupati. A meno che non rientrino nel campo di applicazione della cassa integrazione ordinaria (CIGO) e che non operino in settori in cui non sono stati costituiti Fondi di solidarietà bilaterali.

Assegno di integrazione salariale

Con il messaggio del 17 febbraio 2022 n.3 l’Istituto semplifica le procedure connesse alle domande di accesso all’assegno di integrazione salariale. Ovvero all’assegno di integrazione riconosciuto dal Fondo da parte dei datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa dal 1° gennaio 2022. Un periodo considerato ancora emergenziale e soggetto alla pandemia da Coronavirus. Inoltre con il messaggio 17 febbraio 2022, n. 802 l’Istituto recepisce la circolare n.3 del 16 febbraio scorso del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. E detta nuove indicazioni da applicarsi in via transitoria ed eccezionale fino al 31 marzo 2022.

L’Inps fornisce nuove istruzioni operative per consentire la presentazione dell’istanza, secondo modalità semplificate. Per agevolare e garantire tutele e sostegno al reddito ai lavoratori. Nello specifico la procedura può essere avviata anche successivamente all’inizio del periodo di transizione richiesto. Ma solo relativamente agli obblighi di informazione e consultazione sindacale e nel corso di questa fase transitoria emergenziale.

Le strutture territoriali autorizzano il pagamento diretto

Se richiesta nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo 2022 le strutture territoriali possono autorizzare il pagamento diretto della prestazione. Ciò deve avvenire su richiesta del datore di lavoro e in presenza di serie difficoltà finanziarie. La possibilità viene offerta a prescindere dalla durata e dalle causali dei trattamenti. L’Inps aggiunge che in ordine alla valutazione delle istanze di accesso all’assegno di integrazione salariale si valuterà la congiuntura economica in atto.

Le semplificazioni annunciate dall’Istituto con il messaggio del 17 febbraio, troveranno in via transitoria ulteriori applicazioni. Come ad esempio  anche alle richieste di accesso all’assegno di integrazione salariale da parte dei datori di lavoro tutelati dai Fondi di solidarietà bilaterali.

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