Decontribuzione Sud prorogata al 30 giugno. La decontribuzione Sud insieme all’esonero donne e alla misura Under 36 ottiene la proroga fino al 30 giugno. Il Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale diffonde la decisione adottata da parte della Commissione Europea. Si accoglie così la richiesta del Governo italiano, intervenuto per supportare le imprese che operano nelle regioni meridionali. Infatti la misura è stata richiesta soprattutto per mettere in sicurezza le imprese esistenti e per spingere nuovi investimenti nel Mezzogiorno.
Decontribuzione Sud
La proroga della decontribuzione Sud deriva dalla decisione già assunta a dicembre dalla Commissione Ue di confermare il Temporary Framework. Ovvero la sospensione delle regole sugli aiuti di Stato nei Paesi membri. In questo modo si dà continuità anche all’azione dell’Unione Europa di sostegno al tessuto produttivo a seguito della pandemia. La decontribuzione Sud, così come l’esonero donne e la misura Under 36 concorrono a favorire la ripresa e ad affiancare l’attività del PNRR. Infatti l’obiettivo della Ministra Carfagna è quello di ottenere la stabilizzazione della misura adottata, e andare anche oltre il 30 giugno. In particolare per ottemperare agli obiettivi di sostenibilità ambientale e digitalizzazione previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Come già spiegato dal Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, però, resta aperto il confronto per far proseguire la decontribuzione anche oltre la scadenza del 30 giugno, cogliendo l’opportunità di un legame con le priorità indicate da Next Generation EU in merito agli obiettivi di sostenibilità ambientale e di digitalizzazione. “Il sostegno può diventare strutturale al rilancio dell’occupazione del Mezzogiorno, soprattutto giovanile e femminile” ha dichiarato la Ministra Carfagna.
Decontribuzione Sud, i requisiti per accedere
Con la decisione adottata l’11 gennaio 2022, la Commissione europea proroga al 30 giugno le autorizzazioni per gli sgravi contributivi introdotti dalla legge 178/2020. Ovvero l’esonero under 3, lo sgravio donne al 100% e la decontribuzione Sud al 30%. Si ricorda che per poter accedere alle misure, le aziende devono essere in possesso del Durc. E che quest’ultimo dal 1° gennaio 2022, oltre alla regolarità presso Inps, Inail e Casse edili, necessita anche della regolarità in ambito di fondi di solidarietà bilaterali.
Infatti la “Decontribuzione Sud” riconosce un esonero ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in regioni svantaggiate. Da comunicazione Inps si annuncia l’esonero del versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali dovuti. Con esclusione dei premi e dei contributi spettanti all’INAIL. Inoltre lo sgravio viene accordato ai lavoratori somministrati impiegati in una azienda con sede nelle regioni del Sud anche se l’agenzia di somministrazione ha sede in altra regione.
I requisiti per le aziende
La decontribuzione Sud è soggetta alla normativa sugli aiuti di Stato definita dal quadro temporaneo per l’emergenza Covid-19. Quindi i requisiti previsti per le aziende per accedere al contributo sono differenti. Ovvero siano di importo non superiore a 1.800.000 euro per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere. Ovvero non superiore a 270.000 mila euro per impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Che siano concessi a imprese che non fossero già in difficoltà al 31 dicembre 2019. E in deroga al punto precedente, siano concessi a microimprese o piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019. A condizione che non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.
