Bonus energia in busta paga per caro bollette, nuovi benefit ai dipendenti. In attesa di un provvedimento mirato da parte del Governo, le aziende provano a fare la loro parte e trasferire un benefit aziendale ai dipendenti. E’ il caso della Ita Spa- Industria Trafilati Acciai di Calolziocorte nel lecchese dove l’amministratore delegato Andrea Beri ha predisposto un bonus energia in busta paga per fronteggiare il caro bollette. Il benefit erogato ai dipendenti fa discutere il mondo imprenditoriale, che in questo momento è chiamato a fare comune per mitigare i costi di luce e gas. Ma il sostegno ai lavoratori deriva da una strategia di lungo corso e un investimento lungimirante realizzato dall’azienda. Specializzata nella produzione di acciai trafilati per impieghi speciali, la Ita Spa ha investito già dal 2014 in tecnologie per migliorare la gestione energetica.
Bonus energia in busta paga
L’azienda si è dotata di impianti di cogenerazione che consentono di produrre energia elettrica in maniera autonoma. Quindi grazie all’energia che produce in maniera autonoma e che vende con l’immissione in rete, consente di ottenere ricavi. Questi ultimi al netto dei costi, possono essere destinati ai dipendenti sotto forma di bonus energia che va dai 250 ai 400 euro a testa. La Ita Spa è impegnata sulle grandi opere, dai ponti e le ferrovie, fino all’automotive e all’arredamento. Inoltre si prepara a fare da apripista con le altre aziende della holding Steelgroup ubicate a Vicenza e Belluno e che impiegano un totale di 270 dipendenti.
Come ha spiegato l’amministratore delegato Beri grazie al sistema di autoproduzione energetica è stato possibile supportare i dipendenti. La condivisione del ricavo ottenuto dalla vendita dell’energia prodotta rappresenta un benefit una tantum, ma di grande valore. Non solo economico per il lavoratore, ma che apre la possibilità di introdurre una nuova forma di welfare aziendale. Le forti tensioni di queste settimane spinte dall’aumento dei costi dell’energia e del gas non lasciano indifferenti le imprese. Soprattutto per quei settori che consentono l’attivazione del lavoro agile e un aggravio di costi in bolletta per chi resta a casa a lavorare.
L’erogazione una tantum
La capacità di efficientamento energetica comporta benefici soprattutto all’azienda. Il sistema di autoproduzione garantisce la piena operatività della catena di produzione interna e consente di ampliare i ricavi con la vendita della produzione eccedente. E’ ovvio chela scelta di spalmare sui dipendenti i ricavi ottenuti non è scontata. E infatti l’amministratore delegato Beri ha parlato di contributo “una tantum” per lenire la sofferenza delle famiglie in questo momento. Il gruppo industriale ha messo a disposizione 85mila euro per il primo trimestre di quest’anno.
Infatti anche i dipendenti di un’altra azienda Steelgroup hanno ottenuto il benefit in busta paga. L’aiuto economico per il pagamento delle bollette è stato esteso ai lavoratori della sede a Tezze sul Brenta in provincia di Vicenza. L’autoproduzione di energia rappresenta circa il 30% del fabbisogno totale dell’azienda. E nel corso del 2022 è previsto il completamento di un ulteriore impianto di trigenerazione determinante anche per la tutela ambientale.
