Bonus 200 euro dipendenti: E.Bi.N.Conf. fornisce l’autodichiarazione

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Bonus 200 euro dipendenti: E.Bi.N.Conf. fornisce l’autodichiarazione. Sulla scorta di quanto annunciato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, l’Ente Bilaterale Nazionale Confederale pubblica un modello da utilizzare per l’autocertificazione da consegnare al datore di lavoro. E’ riservato ai lavoratori dipendenti che vogliono ricevere l’indennità in busta paga e riguarda una dichiarazione preventiva sui requisiti da rispettare.

Potranno ricevere il contributo i lavoratori dipendenti, del pubblico e del privato, titolari di uno o più rapporti di lavoro, a patto che abbiano beneficiato per almeno un mese nel primo quadrimestre del 2022 dell’esonero contributivo dello 0,8%. Il datore riconoscerà in modo automatico il sostegno, previa acquisizione di una dichiarazione da parte del lavoratore di non essere titolare di trattamenti pensionistici, a carico di qualsiasi forma previdenziale, di trattamenti di accompagnamento alla pensione e di Reddito di Cittadinanza. Ove il lavoratore sia titolare di più rapporti, potrà chiedere il pagamento dell’indennità a un solo datore di lavoro. E specificando nell’autodichiarazione di non aver fatto analoga richiesta ad altri datori.

Bonus 200 euro dipendenti, l’autodichiarazione da consegnare al datore di lavoro

I lavoratori dipendenti devono produrre una autocertificazione così come previsto dall’articolo 31 del Decreto Aiuti. Il documento regola l’accesso al bonus 200 euro dipendenti e subordina l’erogazione automatica in busta paga utile a escludere che il beneficio si riceva in altre forme. Infatti la norma chiarisce che l’indennità è riconosciuta in via automatica “previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18”.

La norma prevede che i pensionati e i lavoratori dipendenti rientrano nelle categorie che ricevono il pagamento senza necessità di presentare domanda e in tempi più brevi. Ma la Fondazione Consulenti del Lavoro rileva un accesso semi automatico al beneficio insieme ad una serie di criticità della norma. Per questo E.Bi.N.Conf. offre un servizio a tutti i lavoratori dipendenti e mette a disposizione un modello di autocertificazione che i datori di lavoro possono adottare.

Perchè bisogna produrre l’autodichiarazione

La norma prevede l’autodichiarazione per escludere che i lavoratori abbiano già accesso ad altre formule dello stesso beneficio. Con particolare riferimento all’indennità prevista per le persone titolari di trattamenti pensionistici, di pensione o assegno sociale. Oppure di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, trattamenti di accompagnamento alla pensione e per i nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza.

L’Ente Bilaterale propone un modello di autodichiarazione che include tutti i requisiti da rispettare. Il documento redatto mira a tutelare anche i datori di lavoro che lo anticipano in busta paga e poi devono recuperarlo tramite compensazione. “L’indennità una tantum spetta ai lavoratori dipendenti una sola volta, anche nel caso in cui siano titolari di più rapporti di lavoro. È, pertanto, opportuno che i datori di lavoro si cautelino per evitare possibili plurimi riconoscimenti del bonus 200 euro che comporterebbero inevitabilmente recuperi in sede di controllo delle denunce mensili ai fini contributivi da parte dell’Inps”.

L’indennità una tantum è riconosciuta da un solo datore di lavoro

E.Bi.N.Conf. indica nel modello anche la dichiarazione di non avere diritto alla stessa indennità più volte e l’impegno a non dichiarare ad altri datori di lavoro di averne diritto. A questo si aggiunge che per accedere al beneficio bisogna non essere titolari di altri trattamenti previsti dall’articolo 32, destinati ad altre categorie.

Infine nel modello di autocertificazione proposto ai lavoratori si chiede anche di indicare di essere stati beneficiari dell’esonero contributivo dello 0,8 per cento previsto dalla Legge di Bilancio 2022. Ovvero un requisito principale per l’accesso al bonus 200 euro che potrebbe però presentare criticità. Il documento licenziato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro lo riposta testualmente.

“Esempio emblematico è la disparità di trattamento tra due lavoratori con la qualifica di impiegato e con la stessa retribuzione. Ma operanti in settori diversi come ad esempio uno nel commercio, l’altro nell’industria. Infatti in caso di malattia per l’impiegato del commercio ci sarà l’intervento dell’INPS, con conseguente riduzione dell’imponibile previdenziale. Mentre per l’impiegato del settore industria, essendo la malattia interamente a carico del datore di lavoro, l’indennità corrisposta sarà totalmente imponibile”.

E.Bi.N.Conf. propone il fac simile per l’autodichiarazione

SCARICA QUI IL MODELLO DA COMPILARE E CONSEGNARE AL DATORE DI LAVORO:

AUTODICHIARAZIONE Indennità una tantum lavoratori dipendenti

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