Riordino e incentivi, un Ddl delega per imprese e sviluppo

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Riordino e incentivi, un Ddl delega per imprese e sviluppo. Su proposta dei Ministri Carfagna e Giorgetti è stato approvato dal Consiglio dei Ministri in invia definitiva un disegno di legge per mettere ordine in un sistema di aiuti frammentato e poco efficace.

Il 26 maggio scorso è stato discusso e approvato il testo di un disegno di legge delega collegato alla Legge di Bilancio per riorganizzare, semplificare e rendere più efficaci gli incentivi alle imprese. Il provvedimento è stato proposto dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e dal ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti.

Riordino e incentivi, l’indirizzo emerso dai lavori della Commissione nel 2021

Come ha sottolineato la Ministra Carfagna, il percorso per arrivare a questo risultato è iniziato il 30 giugno 2021. Infatti un anno fa è stata istituita la “Commissione interministeriale di semplificazione delle norme in materia di investimenti e interventi nel Mezzogiorno”. E proprio l’esito dei lavori della commissione presieduta da Giulio Veltri e composta dai rappresentanti di dieci ministeri, ha dato vita al testo del Ddl delega.

Riordino e incentivi, le criticità sollevate

La Commissione ha rivelato che nel 2020 sono stati censiti in Italia ben 1.466 interventi agevolativi. Dei quali 140 promossi dalle amministrazioni centrali e 1.326 dalle Regioni. Si tratta di un numero molto elevato che però non è riuscito ad avere un impatto altrettanto consistente. Infatti Svimez mette in evidenza che nello stesso 2020 l’Italia si collocava al quart’ultimo posto tra gli Stati membri dell’UE per volume di agevolazioni statali rispetto al PIL.

In particolare nel Mezzogiorno grazie agli incentivi veniva attivato meno del 15% degli investimenti complessivi del Paese. Ovvero un trend che confermava la scarsa efficacia degli strumenti messi in campo per ridurre gli squilibri territoriali. E anche tenendo conto degli strumenti regionali, la situazione non migliorava.

I punti di debolezza rilevati

L’analisi svolta dalla Commissione interministeriale indica le ragioni dell’inefficacia di queste misure agevolative. Qui troviamo l’assenza di coordinamento e di condivisione degli strumenti anche con le Regioni e la breve durata. Ma anche la mancanza di un’adeguata valutazione dei risultati, sia ex ante che ex post, le regole di cumulo poco chiare, troppi procedimenti diversi da seguire. Senza contare l’insufficiente utilizzo delle tecnologie digitali, e la scarsa conoscibilità degli strumenti da parte degli imprenditori.

Il risultato che si viene a creare è quello di una possibile duplicazione delle misure, comprese quelle destinate a fallire. E al contempo la difficoltà nell’individuare determinati fabbisogni, che non vengono quindi soddisfatti.

Obiettivo del Ddl delega

Il disegno di legge delega sul riordino e incentivi punta a ridurre le misure attuali. Sia per dare efficienza al sistema degli incentivi, sia per aiutare a crescere gli investimenti privati. L’obiettivo è quello di adottare una semplificazione tesa a migliorarne il coordinamento per limitarne la frammentazione e accelerare la compensazione delle risorse. Nonché a salvaguardare e potenziare quelle che si sono dimostrate più efficaci.

In particolare il testo prevede degli indirizzi che mirano a correggere le cause di inefficienza. Tra questi troviamo la riduzione del carico di attuazione da parte dell’amministrazione e una diminuzione degli oneri delle imprese per accedere alle agevolazioni. Ma anche una comunicazione più efficace e l’introduzione di strumenti, tecniche e tecnologie gestionali più efficienti. La riduzione dei tempi necessari alle procedure, e
l’avvio di una piattaforma telematica (incentivi.gov.it) per facilitare la piena conoscenza dell’offerta di incentivi e il relativo accesso.

Il monitoraggio affidato ad una cabina di regia interministeriale

Infine l’utilizzo e la valorizzazione delle valutazioni ex ante ed ex post e la costituzione di una Cabina di regia interministeriale. Infatti qui sarà rappresentato anche il ministro per il Sud e la Coesione territoriale. Tra i compiti della Cabina di regia, ci sarà anche quello di verificare che gli incentivi destinati al Mezzogiorno siano effettivamente addizionali rispetto a quelli rivolti a tutto il Paese. In questo modo sarà possibile assicurare un efficace intervento nella riduzione dei divari territoriali.

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