Fatturazione elettronica, da oggi l’obbligo anche per regime forfettario. Scatta dal 1 luglio l’obbligo di fatturazione elettronica anche per i regimi forfettari. L’obiettivo è quello di contribuire al processo di digitalizzazione e modernizzazione delle imprese, oltre che rendere più trasparente e affidabile l’ecosistema commerciale. Destinatari della misura sono i professionisti, le microimprese e gli autonomi in regime forfettario, ovvero chi registra ricavi o compensi sotto i 65mila euro.
Fatturazione elettronica, chi dovrà adeguarsi
Dovranno adeguarsi alla fatturazione elettronica i professionisti, le microimprese e gli autonomi in regime forfettario, ovvero coloro che registrano ricavi o compensi sotto i 65mila euro. Si tratta di circa 800mila titolari di partita Iva che nel 2021 hanno incassato compensi superiori a 25mila euro. Invece a partire dal gennaio 2024 toccherà anche a tutti gli altri, così da accelerare sul recupero dell’evasione Iva. Sono previste multe dal 90 all’180% dell’imposta (con un minimo di 500 euro) in caso di fattura o registrazione omessa, tardiva o errata. E dai 250 ai 2mila euro in caso di violazioni che non rilevano ai fini della determinazione del reddito.
Fatturazione elettronica, si riducono gli accertamenti del fisco
Con l’introduzione della fatturazione elettronica i destinatari godranno di alcuni benefici in termini di riduzione dei termini di accertamento a disposizione del fisco. Entro il 1° luglio 2022, in base a quanto previsto dal decreto Pnrr 2, devono mettersi in regola i circa 800mila titolari di partita Iva che nel 2021 hanno incassato compensi superiori a 25mila euro. Mentre nel gennaio 2024 toccherà anche a tutti quelli che ricadono nella categoria delle partite Iva “micro”, quelle che non arrivano a 25mila euro annui. Qui parliamo di circa 1 milione di destinatari.
Come si fa la fatturazione elettronica?
Per emettere e ricevere fatturazione elettronica attraverso il sistema di interscambio Sdi gestito dall’Agenzia delle Entrate servono un pc, tablet o smartphone. Oltre ad un software che permetta la generazione o la conversione della fattura nel formato richiesto. L’Agenzia offre sul suo sito una serie di servizi gratuiti per predisporre, trasmettere, consultare e conservare le fatture. In alternativa è possibile dotarsi di uno dei tanti software gratuiti o a pagamento offerti da decine di società, senza contare l’opzione commercialista.
Si facilita il lavoro di controllo delle Entrate
L’estensione dell’obbligo, che riguarda tutte le operazioni verso privati, aziende e PA è stata raccomandata dal dipartimento Finanze del Tesoro lo scorso dicembre. Il Governo Draghi l’ha inserita nel secondo decreto Recovery, con lo scopo di avere una mappatura più completa delle basi imponibili e facilitare il lavoro di controllo delle Entrate. Grazie alla fatturazione elettronica il termine di decadenza per gli accertamenti scenda da cinque a due anni per tutte le partite Iva che garantiscono la tracciabilità dei pagamenti relativi a operazioni di ammontare superiore a 500 euro.
Le sanzioni in caso di mancato adeguamento
In caso di mancato adeguamento la normativa prevede una multa dal 90 all’180% dell’imposta, con un importo minimo di 500 euro, in caso di fattura o registrazione omessa, tardiva o errata. E dai 250 ai 2mila euro in caso di violazioni che non rilevano ai fini della determinazione del reddito. E’ previsto però un periodo transitorio, ovvero fino al 30 settembre 2022, durante il quale non ci sono sanzioni se la fattura viene emessa entro e non oltre un mese dall’operazione. Il termine standard per l’invio è di 12 giorni.
