Decontribuzione assunzioni al Sud prorogata a dicembre 2022. “Buone notizie per l’Italia e soprattutto per il Mezzogiorno, le sue imprese, i suoi lavoratori e cittadini. La Commissione Europea ha autorizzato la proroga della decontribuzione per le assunzioni nelle regioni del Sud Italia”. Lo annuncia il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, che spiega le motivazioni che hanno portato al risultato e la necessità di rendere l’intervento strutturale.
Decontribuzione assunzioni al Sud, una deroga temporanea
Si tratta di una deroga temporanea alla disciplina europea sugli aiuti di Stato, giustificata dalle ripercussioni economiche del conflitto in Ucraina. Il Ministro Carfagna ha ammesso che è una decisione che riconosce gli sforzi del governo per migliorare le condizioni economiche del Sud Italia. E che si impegna per ridurre i divari tra le varie aree del Paese e promuovere investimenti e occupazione nelle regioni meridionali.
Decontribuzione assunzioni al Sud, risparmi del 30% sui contributi
La proroga consentirà alle imprese che operano nel Mezzogiorno di risparmiare una quota pari al 30% dei contributi da versare, che sarà a carico dello Stato. La scadenza della misura, prevista precedentemente per il 30 giugno, si sposta adesso al 31 dicembre 2022.
“Ringrazio il sottosegretario Vincenzo Amendola, che ha portato a termine con abilità e determinazione il negoziato, e la rappresentanza italiana a Bruxelles”, ha voluto sottolineare il ministro Carfagna nel comunicato stampa. “La ‘squadra Italia’ ha conseguito un risultato fondamentale per sostenere le imprese e lo sviluppo del Sud in questo momento complicato”.
Il via libera dell’Unione Europea
La richiesta di proroga avanzata dal governo italiano è stata giudicata dai tecnici di Bruxelles “necessaria, appropriata e proporzionale”. In quanto è stato riconosciuta la difficoltà creata dall’invasione russa in Ucraina al sistema produttivo del Mezzogiorno. Qui, infatti, gli effetti negativi rischiano di essere aggravati dal maggior impatto del costo dell’energia sul sistema produttivo, rispetto al Centro-Nord. E in questo modo sarà accentuata la fragilità dell’economia meridionale con effetti duraturi sui divari territoriali. Senza trascurare il fatto che in questo momento storico si punta al rilancio con i fondi del Pnrr per creare le basi di un uno sviluppo consolidato e duraturo.
“Sono certa che il sistema produttivo – conclude il ministro – saprà cogliere questa occasione e voglio, ancora una volta, dare atto alla Commissione di avere saputo utilizzare in modo intelligente i margini di flessibilità previsti dalle regole europee. Resta la nostra intenzione di esplorare ogni strada per rendere la decontribuzione una misura strutturale, che sostenga lo sviluppo del Sud in un arco pluriennale”.
