Il 29 dicembre 2022 è stato dato il via libera definitivo del Senato alla legge di Bilancio 2023, approvata dal Consiglio dei ministri il 21 novembre 2022, si conclude l’iter di approvazione da parte del Parlamento.
Cosa ha dichiarato Giorgetti?
Giancarlo Giorgetti ministro dell’economia e delle finanze ha dichiarato: “Sono soddisfatto di questa prima manovra economica. La considero una missione compiuta. Scritta in tempi record e in una situazione di contesto eccezionale non positivo, il bilancio che abbiamo presentato rispetta gli impegni presi con gli elettori e ha maturato prima la fiducia dei mercati e delle istituzioni europee e ora ancora più importante, quella del Parlamento. Prudenza, coerenza e responsabilità costruiscono fiducia. Avanti così”.
“Ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato – ha proseguito il ministro – in questo breve e intenso percorso: credo che gli effetti di questa manovra si vedranno nel tempo. È un testo coraggioso con uno sguardo al futuro e alla costruzione di un nuovo assetto sociale che privilegia e tutela i figli e le nuove generazioni. Accanto a un sistema di misure pensato per le famiglie e i più fragili – ha sottolineato Giorgetti – c’è la volontà di scardinare un sistema di bonus e misure che, utilissime quando sono state varate, se confermate avrebbero drogato il mercato e messo in pericolo i conti pubblici con un rischio per la nostra stabilità come sistema Paese”.
L’ammontare complessivo della manovra è pari a 35 miliardi di euro, di cui gran parte, circa 21 miliardi di euro, sono stati stanziati per interventi contro il caro bollette a favore di famiglie e imprese.
Carattere sociale a favore dei redditi più bassi, delle famiglie e della natalità
Nel corso del passaggio parlamentare è stato confermato l’impianto della manovra con un ulteriore rafforzamento delle misure di carattere sociale in favore dei redditi più bassi, delle famiglie e della natalità.
Previsti, tra gli altri, l’aumento all’80% dell’indennità per il congedo parentale ad entrambi i genitori, una maggiorazione del 50% dell’assegno unico per le famiglie con 4 o più figli, la possibilità di rinegoziazione dei mutui ipotecari da tasso variabile a tasso fisso, la ridefinizione da 20 a 25mila euro del tetto del reddito per il taglio del cuneo al 3%.
Confermata la rivisitazione di Opzione Donna legata al numero dei figli e a particolari categorie.
Cosa cambia sul fronte delle pensioni?
Sul fronte delle pensioni per il 2023, oltre alla conferma del nuovo schema di anticipo pensionistico che consente di andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica (quota 103), sono state innalzate a 600 euro le pensioni minime per gli over 75.
Sull’indicizzazione delle pensioni, per cui è prevista una rivalutazione del 120% del trattamento minimo, è stata innalzata dall’80 all’85% l’indicizzazione per le pensioni tra 4 e 5 volte il minimo.
Caro energie, PMI e riduzione dell’Iva
