Dal mese di giugno, infatti, scatta “l’obbligo” per i datori di lavoro (in qualità di sostituti d’imposta) di verificare il diritto, di calcolarne la misura e attribuire in busta paga i due bonus che costituiscono il nuovo cuneo fiscale operativo da quest’anno: una somma esente da tasse e contributi, che cioè non fa reddito, ai lavoratori con reddito complessivo annuo fino a 20mila euro; una detrazione fiscale ai lavoratori con reddito complessivo annuo oltre 20mila e fino a 40mila euro.
A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 4/2025, fissando appunto che la somma o l’ulteriore detrazione (cioè il cuneo) siano attribuite dai sostituti d’imposta, ripartendone l’ammontare sulle retribuzioni erogate a partire da gennaio 2025, ovvero «dal primo periodo di paga utile successivo alla data della circolare», insieme agli arretrati.
Ma c’è anche il rischio che i lavoratori restino a tasche vuote fino a fine anno; infatti, laddove, per ragioni tecniche legate alle procedure di pagamento delle retribuzioni, non sia possibile riconoscere il cuneo, il datore di lavoro può rinviarne l’erogazione nelle successive mensilità o, al più tardi, in occasione del conguaglio fiscale.
