Commercialista suicida, Pugliese: noi professioniste prive di tutele. Il lavoro autonomo non viene tutelato e la politica ha il dovere di intervenire per adottare le giuste riforme. Il suicidio della commercialista di Torino Giuliana Tosco al nono mese di gravidanza alla vigilia del 37° compleanno scuote i liberi professionisti. Non solo i commercialisti ma l’intera platea delle libere professioni, che oggi lamenta la totale mancanza di tutele. Oltre ad una esposizione allo stress lavorativo senza precedenti. Infatti la flessibilità del lavoro si traduce spesso in carichi eccessivi che non contemplano riposo, nè orari concessi a tempo libero e famiglia. Il lavoro diventa totalizzante al punto da insinuarsi anche nella gestione della vita privata, e della cura dei figli. E inevitabilmente il carico di stress che si genera, sfocia in blackout, con ripercussioni su tutti gli ambiti della vita quotidiana.
Commercialista suicida, il dibattito di “Facciamo ordine”
Per questo motivo i rappresentanti di categoria spingono per “Facciamo ordine”. Così come vuole lo slogan scelto dalla lista Commercialisti Uniti per Napoli Nord capitanata da Antonio Carbone, di cui fa parte Raffaela Pugliese. Giovane e donna, Pugliese è una commercialista impegnata in prima persona per sollevare le forti criticità a cui sono soggette le donne nello svolgimento della libera professione. E per garantire l’accesso a quella rete di servizi necessaria a tutelare il lavoro di quante vivono una condizione di svantaggio. Il caso della commercialista suicida a Torino fornisce a lei e all’intera lista lo spunto per accendere i riflettori sul tema.
Giuliana Tosco si è lanciata dal balcone per il forte stress lavorativo a cui era sottoposta, da gestire con le preoccupazioni per l’imminente parto. “La vicenda della giovane commercialista in attesa di un bambino che si è tolta la vita ha lasciato l’Italia intera attonita. Un gesto disperato che ha fatto emergere in maniera tragica l’inquietudine che la attanagliava e che purtroppo nessuno è riuscito ad intercettare” commenta la dottoressa Pugliese.
“Una storia che mi ha segnato profondamente e che ha contribuito ad aprire un dibattito forte anche all’interno della categoria professionale dei commercialisti. In attesa di avere contezza sul contesto in cui il dramma è maturato è indubbia la necessità di una riflessione” argomenta.
Commercialista suicida, ora tutelare i diritti delle donne
“E arrivato il momento di dare un forte impulso al dibattito sulla condizione delle donne professioniste. In particolare che affrontano gravidanze, parti e allattamenti, e che sono prive di tutele reali. Infatti troppe volte l’assoluta mancanza di una rete di protezione rappresenta un freno per chi voglia progettare un figlio. Ma addirittura condiziona fortemente la vita di chi ci prova, creando forti difficoltà nell’ampia fascia di professionisti. Ma così si indebolisce l’attività lavorativa, anche dei giovani, frammentando la capacità di consolidamento e di crescita professionale” continua.
La candidatura al Consiglio dell’Ordine Napoli Nord
La storia della commercialista suicida a Torino coinvolge tutta la categoria professionale. E su questo e altri temi Raffaela Pugliese intende confrontarsi in seno al Consiglio dell’ordine dei Commercialisti. Il rinnovo delle cariche previste con le elezioni del 21 e 22 febbraio deve “portare giusti temi all’attenzione dei colleghi in seno all’organo di rappresentanza. Con la lista n.1 Facciamo Ordine vogliamo fare da apripista rispetto all’ottenimento di tutele. E proporre un serio avanzamento sulle tematiche esposte. E’ arrivato il momento di superare il silenzio e la mancanza di interventi su sfide che sono invece cruciali per il futuro della professione. Non solo delle donne che investono in questo percorso di studi e professionalità, ma nell’interesse generale”.
Il primo passo da compiere resta la sburocratizzazione generale del sistema, per alleggerire il peso degli adempimenti in capo agli operatori del settore. “Ma bisogna lavorare anche sul versante delle tutele” ribadisce Pugliese. “Con il candidato presidente Antonio Carboni, e con l’intera squadra di Facciamo Ordine, abbiamo lavorato ad un programma che vuole offrire risposte concrete. Anche al problema della conciliazione lavoro-famiglia. È necessario che si riconoscano pari diritti alle libere professioniste ed alle dipendenti. Affinché il periodo di maternità possa essere concretamente garantito ad entrambe. La visione del mondo del lavoro autonomo è troppo anacronistica da parte della politica”.
I voucher conciliativi di sostituzione
E a tal proposito Pugliese indica l’istituzione di “banche del tempo” utili alle Commercialiste per conciliare tempi di vita (spesso di malattia) e lavoro. “Immaginiamo di rivolgerci a chi si trova ad affrontare questa delicata fase della vita, ma in generale a tutti i colleghi. E’ necessario sensibilizzare la politica e le casse previdenziali. Infatti intendiamo farlo chiedendo di dedicare appositi capitoli dei fondi del PNRR. In particolare al finanziamento di “voucher conciliativi di sostituzione” con cui i professionisti potranno farsi sostituire sul lavoro. E da colleghi più giovani, così da innescare un circolo virtuoso di solidarietà” conclude.
