Apprendistato professionalizzante e assunzione obbligatoria. La Legge di Bilancio inserisce provvedimenti in favore dei giovani per sostenere l’occupazione. L’apprendistato professionalizzante e i tirocini extracurriculari rientrano in questa strategia anche per consentire un risparmio ai datori di lavoro. Infatti a questi ultimi si offre la possibilità di assumere con contratto di apprendistato professionalizzante senza limiti di età. E anche i lavoratori beneficiari di cassa integrazione straordinaria. A differenza del passato, non è possibile risolvere il rapporto di lavoro al temine del percorso di apprendistato. Altro punto inserito nella Legge di Bilancio è la conferma per tutto il 2022 delle agevolazioni previste dal Sostegni bis riservate agli under 36 per l’accensione di un mutuo.
Apprendistato professionalizzante
Il Governo Draghi conferma la scelta di unire la formazione ad una esperienza all’interno dello stesso contratto di lavoro. Mentre i dati statistici confermano una scarsa predilezione per i contratti di apprendistato di primo livello. Così come acclarato anche dal 19° Rapporto Inapp sul monitoraggio dello sviluppo dell’occupazione e della formazione in apprendistato. Ben il 97,5% è registrato come apprendistato professionalizzante, che prevede una componente formativa esterna all’azienda decisamente inferiore. Infatti solo l’apprendistato di primo e terzo livello permettono di frequentare corsi di formazione per ottenere un diploma o una qualifica mentre si è assunti da apprendisti. In generale l’assunzione tramite apprendistato si è sempre rivelata molto conveniente per i datori di lavoro.
Apprendistato professionalizzante, confermato il “primo livello”
La manovra conferma il contratto di apprendistato di primo livello. E’ stata prorogata per tutto il 2022 la possibilità per il datore di lavoro di beneficiare di uno sgravio contributivo del 100% nei primi tre anni del contratto. Ma la misura è applicabile solo per le imprese che hanno una dotazione organica di massimo 9 dipendenti.
Il tirocinio extracurriculare
Per il tirocinio extracurriculare si attendono novità entro i prossimi sei mesi. A differenza di quello curriculare rivolto ai giovani che non hanno ancora completato il ciclo di studi, è attivabile fino a 12 mesi dal completamento degli studi. In realtà è una modalità utilizzata soprattutto dai giovani laureati per entrare nel mondo del lavoro. Intanto non si esclude che la normativa sui tirocini che sarà licenziata preveda regole più stringenti. E che la platea dei cosiddetti “beneficiari” possa ridursi soltanto a favore dei soggetti con difficoltà di inclusione sociale. A questo si aggiunge che sarà indicata una finestra temporale e sarà fissata una indennità di partecipazione.
Mentre altro aspetto concerne la quantità di tirocini attivabili, definita sulla scorta della dimensione aziendale e vincolata all’assunzione di un certo numero di tirocinanti. Si prevedono sanzioni fino a 6mila euro per il mancato rispetto delle norme.
Tirocini, il protagonismo delle regioni
Il numero crescente della registrazione di tirocini spinge il Governo a migliorare l’impianto normativo. Per tutelare i lavoratori e supportare i datori di lavoro nelle politiche di incentivo all’occupazione. Stando ai dati monitorati da Anpal dal 2017 il numero di tirocini è cresciuto in maniera esponenziale, ma a tutt’oggi le modifiche normative sono di competenza esclusiva delle regioni. Però la riforma della modalità di gestione è materia di competenza giuridica tra Stato e Regioni.
Ad oggi le modifiche normative spettano alle regioni, che adottano provvedimenti sulla scorta delle linee guida nazionali. La declinazione regionale però comporta approcci differenti che attendono di essere uniformati. Il nodo centrale del dibattito che occupa i giuslavoristi ad oggi è il fatto che il tirocinio non è un contratto e toglie tutele a lavoratore che invece garantisce il contratto di apprendistato.
