Imprenditoria femminile: 400 mln dal Pnrr. Ora le donne fanno impresa. Il decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico che integra le risorse a sostegno dell’imprenditoria femminile è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Come chiarisce la nota del Ministro Giorgetti si tratta di un intervento cardine che incentiva le donne ad entrare nel mondo dell’impresa. Ma vuole anche supportare competenze e creatività attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato. Quindi il decreto rafforza il Fondo per l’imprenditoria femminile e altre misure già presenti come Nuove Imprese a Tasso Zero. A supporto della creazione di piccole e medie imprese e auto imprenditoria. E le Smart&Start che supporta start up e Pmi innovative.
Imprenditoria femminile: 400 mln dal Pnrr
L’obiettivo è di sostenere almeno 2400 imprese femminili, agevolando la realizzazione di progetti imprenditoriali innovativi. Ma anche supportando le startup attraverso attività di mentoring, assistenza tecnico-manageriale e misure per la conciliazione vita-lavoro Tutto con l’intento di creare un clima culturale favorevole che valorizzi l’imprenditorialità femminile. E attraverso misure di accompagnamento, monitoraggio e campagne di comunicazione. Il Mise annuncia un prossimo provvedimento ministeriale con cui verranno indicati i termini e le modalità di presentazione delle domande.
Il fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile
Il Fondo a sostegno dell’impresa femminile è stato istituito dall’articolo 1, comma 97, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 con una dotazione di 40 milioni di euro. Con lo scopo di promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile e la diffusione dei valori dell’imprenditorialità. Oltre che massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese. L’ammontare delle risorse del Pnrr a valere sul Fondo impresa femminile stanziate dal Decreto interministeriale del 24 novembre 2021 è di 160 milioni.
Sono ripartite tra gli interventi di cui ai Capi II e III del decreto 30 settembre 2021. Ovvero in risorse per 38,8 milioni destinate agli incentivi per la nascita delle imprese femminili. E in risorse per 121,2 milioni destinate agli incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili. Il fondo è istituito nello stato di previsione del Ministero per lo Sviluppo Economico che si avvale di Invitalia in qualità di soggetto gestore.
A chi si rivolge
Il Fondo è volto a sostenere imprese femminili. Ovvero a quelle imprese a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome di qualsiasi dimensione. E che abbiano sede legale e/o operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, già costituite o di nuova costituzione. Attraverso la concessione di agevolazioni nell’ambito di una delle due linee di azione previste. Ovvero con incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili. E con incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili. Nel primo caso possono beneficiare le imprese costituite da meno di 12 mesi alla data di presentazione delle domanda di agevolazione. E le lavoratrici autonome in possesso della partita iva aperta da meno di 12 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione. Inoltre possono presentare domanda le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa femminile.
Requisiti per le aziende
Invece possono beneficiare degli incentivi al consolidamento quelle imprese costituite da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione. E le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione. Inoltre il Fondo sostiene azioni per la diffusione della cultura e la formazione imprenditoriale femminile attuate dal Soggetto gestore. E sulla base di un piano di attività condiviso con il Ministero, attraverso iniziative per la promozione del valore dell’imprenditoria femminile nelle scuole e nelle università.
Quindi per la diffusione di cultura imprenditoriale tra le donne, di orientamento e formazione verso percorsi di studio nelle discipline scientifiche. Oltre che tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, di sensibilizzazione verso professioni tipiche dell’economia digitale. E attraverso azioni di comunicazione per diffondere la cultura femminile d’impresa e promuovere i programmi finanziati dal Fondo stesso.
Imprenditoria femminile, gli interventi finanziabili
Le agevolazioni sono concesse a fronte di programmi di investimento per la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile. Ovvero per lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili per la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli. Oppure per la fornitura di servizi in qualsiasi settore. E infine per commercio e turismo. Inoltre le iniziative devono essere realizzate entro 24 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni. E devono prevedere spese ammissibili non superiori a 250mila euro al netto d’Iva per programmi di investimento per costituzione e avvio dell’impresa. Ovvero non superiori a 400mila euro al netto d’Iva per programmi d’investimento volti allo sviluppo e consolidamento di imprese femminili.
Le agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse ai sensi e nei limiti dell’articolo 22 (“Aiuti alle imprese in fase di avviamento”) del Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione. E assumono la forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, anche in combinazione tra loro. Il finanziamento, della durata massima di 8 anni, è a tasso zero e non è assistito da forme di garanzia. La forma e la misura delle agevolazioni sono articolate in funzione delle linee di azione e dell’ammontare delle spese ammissibili previste nei programmi di investimento.
In particolare per gli incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la sola forma del contributo a fondo perduto. E per un importo massimo pari all’80% delle spese ammissibili e fino a 50mila euro, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili non superiori a 100mila euro. Oppure pari al 50% delle spese ammissibili, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori a 100mila e fino a 250mila euro.
Fondo perduto e finanziamento agevolato
Per gli incentivi per lo sviluppo e il consolidamento le agevolazioni assumono la forma sia del contributo a fondo perduto sia del finanziamento agevolato. E sono così articolate. Per le imprese femminili costituite da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda sono concesse fino a copertura dell’’80% delle spese ammissibili. E in egual misura in forma di contributo a fondo perduto e in forma di finanziamento agevolato. Mentre per le imprese femminili costituite da oltre 36 mesi alla data di presentazione della domanda sono concesse come al punto precedente in relazione alle spese di investimento. Invece le esigenze di capitale circolante costituenti spese ammissibili sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.
Le spese ammissibili
Costituiscono spese ammissibili alle agevolazioni le spese relative a immobilizzazioni materiali e immateriali. Ma anche servizi cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale, personale dipendente ed esigenze di capitale circolante. Tutto alle condizioni e nei limiti stabiliti dal decreto interministeriale. In aggiunta a tali agevolazioni, per le imprese beneficiarie sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di 5mila euro per impresa. E fruibile in parte attraverso servizi erogati dal Soggetto gestore, in parte in forma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici presso terzi.
Termini e modalità di presentazione delle domande
Le agevolazioni sono concesse con una procedura valutativa a sportello. Le domande di agevolazione devono essere compilate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica che sarà messa a disposizione in un’apposita sezione del sito internet del Soggetto gestore, www.invitalia.it. L’apertura dei termini, le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione saranno definite dal Mise. Infatti si attende un successivo provvedimento con cui saranno fornite le necessarie specificazioni per la corretta attuazione degli interventi.
