Lavoro agile, insediato l’osservatorio bilaterale promosso da Orlando. Con una nota stampa diffusa dal Ministero del Lavoro si annuncia l’insediamento dell’Osservatorio nazionale bilaterale in materia di lavoro agile. E’ presieduto dal Ministro Andrea Orlando ed è composto da rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori. Così come designati dalle parti firmatarie dello specifico protocollo sottoscritto il 7 dicembre scorso. Il documento ha individuato le linee di indirizzo sul lavoro agile per la futura contrattazione collettiva, nazionale e aziendale e/o territoriale e ha gettato le basi di un metodo di confronto fra istituzioni pubbliche e parti sociali.
L’obiettivo dell’osservatorio nazionale
L’Osservatorio ha l’obiettivo di monitorare l’evoluzione del lavoro agile con riferimento ai suoi risultati. Oltre allo sviluppo della contrattazione collettiva sul tema, l’andamento delle linee di indirizzo contenute nel Protocollo di dicembre scorso. Nonché i possibili sviluppi con riferimento sia a eventuali novità normative, sia alla crescente evoluzione tecnologica e digitale. Lo stesso titolare del Dicastero ha affermato che l’osservatorio è funzionale ad accompagnare l’azione legislativa che si trova ad affrontare scenari nuovi.
Infatti il Protocollo di dicembre fornisce un utile strumento di orientamento per il lavoro che anche il Parlamento sarà chiamato a fare. Orlando conferma di avere gettato le basi di un metodo di confronto fra istituzioni pubbliche e parti sociali, che può generare risultati di grande valore sociale e di avere una capacità di progettazione. Quindi uno sguardo lungo sulla futura regolazione, con una prospettiva europea.
I dati elaborati sul lavoro agile
I dati che stanno emergendo stimano che circa 4,5 milioni di lavoratori continueranno in modo stabile a lavorare da remoto anche dopo la fine della pandemia. “Il lavoro agile può contribuire a migliorare le condizioni di vita del lavoratore, ridurre l’inquinamento, la congestione dei centri urbani. E contribuire al risparmio energetico- ha affermato il Ministro. Ma al tempo stesso bisogna fare attenzione che questa modalità di lavoro non determini una dilatazione degli orari di lavoro, una condizione di “isolamento” dei lavoratori o uno “svuotamento” di alcuni centri urbani.
Il lavoro agile richiede una semplificazione strutturale
Nel protocollo siglato a dicembre scorso le parti sociali hanno chiesto misure di semplificazione del regime delle comunicazioni obbligatorie relative all’invio dell’accordo individuale. Ovvero che seguano le stesse modalità del regime semplificato attualmente vigente. Infatti l’attuale disciplina del lavoro agile emergenziale prorogata fino al 30 giugno 2022 prevede già una modalità semplificata per le comunicazioni obbligatorie. Tale per cui si rende necessario procedere con l’obiettivo di rendere strutturale il meccanismo di semplificazione. Su questo punto il Ministro ha garantito di intermediare nei confronti del Governo e del Parlamento. Quindi per introdurre una semplificazione a regime delle modalità di comunicazione del ricorso al lavoro agile.
