Fattura elettronica obbligatoria per i forfettari dal 1° luglio

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Fattura elettronica obbligatoria per i forfettari dal 1° luglio. Un ampliamento stabilito da un decreto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza pubblicato il 21 aprile 2022 che prevede la fatturazione elettronica anche per le partite Iva in regime forfettario. Ovvero per quelle partite Iva con ricavi annui superiori a 25mila euro. Resta da chiarire se l’estensione dell’adempimento non sia inquadrabile come onere fiscale a cui ottemperare per evitare sanzioni. Intanto è possibile affermare che si tratta di un’occasione per professionisti e imprenditori di digitalizzare le proprie attività.

Fattura elettronica obbligatoria

La fattura elettronica è un’apertura all’innovazione e all’ammodernamento del Paese. E in quest’ottica viene licenziato il decreto di aprile scorso che fa seguito ad un percorso articolato avviato già nel 2014 con l’introduzione della fattura elettronica nella PA. Invece per i soggetti in regime fiscale forfettario la fatturazione elettronica era una scelta facoltativa. Invece con l’approvazione del Pnrr 2 di aprile che riguarda l’attuazione delle direttive del Piano Nazionale la fatturazione elettronica diventa obbligatoria anche per i forfettari. Ma solo per ricavi superiori a 25mila euro annui. Questo consentirà un monitoraggio più esteso dell’evasione fiscale e consentirà quindi di individuare più facilmente gli illeciti.

Fattura elettronica obbligatoria, le sanzioni per gli inadempienti

Inoltre dal 1° luglio 2022 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria anche per certificare le operazioni commerciali transfrontaliere. Mentre resta il divieto di emettere fattura elettronica per servizi e prestazioni in ambito sanitario, per garantire la privacy dei dati legati a questo settore. Le sanzioni previste per chi è inadempiente vanno da 250 euro a 2mila euro per un errore che non abbia conseguenze sul calcolo dell’Iva. E dal 90% al 180% dell’imposta con minimo di 500 euro per non aver fatto la fattura elettronica o per non averla registrata. Ma anche per averla registrata in ritardo oppure in modo sbagliato. Ovviamente questo provvedimento non riguarda i forfettari perchè non obbligati ai registri Iva. Altra sanzione applicabile è dal 5% al 10% dei corrispettivi, a partire da un minimo di 500 euro se dall’errore non derivano conseguenze sul calcolo dell’Iva o delle imposte relative ai redditi.

Invece non solo previste sanzioni per violazioni solo formali. Per i forfettari non ci saranno conseguenze se nel terzo trimestre 2022 non si fa fattura nei tempi stabiliti, a patto che la fattura venga spiccata entro il mese successivo al momento in cui avviene il pagamento. E in ogni caso attraverso il ravvedimento operoso è possibili ottenere una riduzione delle sanzioni.

I benefici per le aziende

La fattura elettronica obbligatoria apre a notevoli vantaggi per le aziende. Infatti non si inquadra solo come un metodo per arginare l’evasione fiscale, ma consente una gestione più ordinata e trasparente della contabilità. Senza contare l’apertura ai processi di innovazione interni ed esterni con l’accompagnamento alla digitalizzazione. Intanto è bene conoscere i provvedimenti di legge, per non farsi trovare impreparati. Oltre a farsi affiancare da esperti contabili per conoscere l’elenco dei soggetti obbligati ed esonerati, gli obblighi per i forfettari. Oltre ai termini di emissione e conservazione per le fatture, le sanzioni in cui è possibile incorrere e le imposte di bollo.

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