Lavoro in trend positivo: creati 260 mila posti nel 2022. Il Ministero del Lavoro, Banca d’Italia e Anpal pubblicano la nota sul trend del mercato del lavoro in Italia. Nonostante il peggioramento delle aspettative delle imprese e l’aumento dei prezzi dell’energia l’occupazione cresce. Le prospettive indicate anche a seguito della crisi in Ucraina non avrebbero scommesso sull’incremento del lavoro, che invece cresce anche se a ritmo più basso rispetto a inizio anno. Il report licenziato indica che nei primi quattro mesi sono stati creati circa 260 mila posti di lavoro. Ovvero rispetto al periodo di esplosione della crisi pandemica (primo e secondo trimestre 2020) si registra un aumento di oltre un milione di posizioni lavorative.
Lavoro in trend positivo
Il lavoro in trend positivo è evidenziato dalla nota “Il mercato del lavoro: dati e analisi (maggio 2022)”. Una nota redatta congiuntamente dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dalla Banca d’Italia e da Anpal, sulla base delle comunicazioni obbligatorie e delle dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro.
Lavoro in trend positivo, spicca il turismo
Tra i settori in crescita spicca il turismo che ha beneficiato del miglioramento della situazione epidemiologica e dalla rimozione di molte restrizioni. Mentre rallentano industria in senso stretto e costruzioni, che registrano comunque saldi positivi tra attivazioni e cessazioni. E’ significativo che gran parte dei nuovi posti di lavoro sia a tempo indeterminato. E questo anche grazie all’ampio numero di persone assunte a tempo determinato nel 2021 che sono state stabilizzate quest’anno. La propensione delle imprese a trasformare i rapporti di lavoro temporanei è infatti tornata sui livelli precedenti all’inizio della pandemia.
Cresce anche l’occupazione delle donne
L’occupazione delle donne cresce a un ritmo superiore a quella degli uomini, frenata dall’andamento dell’industria. Ma è caratterizzata da una minore incidenza dei rapporti a tempo indeterminato, concentrandosi nel turismo, settore in cui i contratti stabili sono meno frequenti. Per effetto del rallentamento dell’industria, la dinamica del mercato del lavoro è meno favorevole nelle regioni del Centro Nord. Invece nel Mezzogiorno le attivazioni nette continuano a essere sostenute dal turismo e dalle costruzioni.
