Il bonus 200 euro per placare l’aumento di oltre 2mila euro a famiglia

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Il bonus 200 euro per placare l’aumento di oltre 2mila euro a famiglia. La misura una tantum stanziata dal Governo è attesa nella prossima busta paga di luglio. Lo scopo è quello di mitigare l’inflazione e il caro energia registrato con la crisi in Ucraina, ma non basterà a fronteggiare anche  l’incremento di bollette e prodotti alimentari. Il bonus 200 euro però non sarà erogato a tutti, quindi il beneficio sarà riservato alla sola platea di dipendenti pubblici e privati, disoccupati e pensionati.

Il bonus 200 euro come misura simbolica

Se consideriamo il rincaro della spesa annua che dovrà sostenere una famiglia, il bonus 200 si rivela una debole panacea che nulla ha a che vedere con gli aiuti di Stato. Tra bollette, carburante, beni alimentari e servizi, la cifra individuata dal Governo è assai irrisoria per fronteggiare gli aumenti. E per questo il Governo è intervenuto per la riduzione delle bollette e con il taglio delle accise sui carburanti, oltre che con il bonus trasporti. Ma spesso viene segnalato che nonostante il taglio delle accise, il carburante raggiunge costi proibitivi e costringe le famiglie a compiere delle scelte alternative.

A chi spetta il bonus 200 euro

Il bonus 200 euro è un sostegno una tantum che non verrà erogato a tutti. Ad attenderlo nella busta paga di luglio saranno i lavoratori dipendenti, co.co.co, stagionali, autonomi, professionisti, pensionati e disoccupati. Parliamo in totale una platea da 31,5 milioni di italiani, escludendo chi ha un reddito superiore ai 35mila euro. Lo Stato prevede una spesa da 6,3 miliardi di euro, a cui è prevista un’aggiunta da 500 milioni per gli autonomi.

La spesa stimata dagli italiani per il 2022

Ad oggi si stima che la spesa degli italiani per il 2022 sia condizionata da diversi rincari. Intanto dall’aumento dei beni energetici superiore al 40%, con un impatto ridotto solo grazie al bonus energia. Ma che potrebbe anche non essere rinnovato nei mesi successivi. Restano importanti invece gli aumenti delle bollette. Arera stima che per l’elettricità le famiglie spenderanno l’83% in più rispetto al 2021 e il 71% in più per il gas. Ovvero la spesa totale può essere quantificata di circa 2 mila euro in più all’anno.

A questo bisogna aggiungere i rincari del carrello della spesa. Qui la crescita è stimata del 5,7% con un incremento netto dei costi dei beni alimentari che sfiora in alcuni casi il 10%. Le associazioni di categoria dei consumatori prevedono che una famiglia con due figli a carico spenderà in media 2mila e 300 euro in più rispetto allo scorso anno. E di questi 434 euro sono addebitabili agli aumenti dei prodotti alimentari e delle bevande.

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