Reddito di Libertà, l’Inps istruisce e liquida le domande non accolte

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Reddito di Libertà, l’Inps istruisce e liquida le domande non accolte. L’Istituto fornisce le istruzioni sulla modalità di finanziamento del Reddito di Libertà. Ovvero della misura a favore delle donne vittime di violenza e in condizione di povertà, seguite da centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali. Dalla presentazione della misura, con il messaggio del 7 marzo l’istituto indicava le modalità di finanziamento con proprie risorse da parte di regioni o province autonome a incremento delle risorse attribuite a ciascun ente territoriale dallo Stato.

Le domande che verranno considerate sono quelle che non sono state accolte per mancanza di fondi al momento della richiesta. Ma che sono ancora valide e che ora saranno liquidate secondo l’ordine cronologico di acquisizione.

Reddito di libertà, le domande non accolte per insufficienza di fondi dalle Regioni

Le risorse sono utilizzate per la gestione delle domande presentate nella stessa regione/provincia autonoma e non accolte per insufficienza della quota di stanziamento statale assegnato alla regione/provincia autonoma stessa. Tali domande, infatti, hanno conservato la validità ai fini dell’accesso alle risorse e saranno istruite e liquidate automaticamente secondo l’ordine cronologico di acquisizione dei dati da parte dell’INPS, mediante l’apposito servizio online.

Con il messaggio 16 giugno 2022, n. 2453 l’Istituto fornisce precisazioni sulla procedura informatica che consentirà di liquidare la prestazione e detta le istruzioni contabili per l’erogazione degli importi. Ma precisa che gli eventuali riaccrediti, per pagamenti non andati a buon fine, saranno trattati a cura delle sedi territoriali sulla base del flusso telematico di rendicontazione di Banca d’Italia.

Cos’è il Reddito di Libertà

Il “Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza“ è stato istituito per favorire percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza. E che vivono in condizione di particolare vulnerabilità o di povertà. Prevede l’erogazione di un contributo di 400 euro mensili riconosciuto dall’Inps in un’unica soluzione, e solo per 12 mesi. Entro il limite delle risorse assegnate a ciascuna Regione o provincia autonoma. Si tratta di un sostegno compatibile con il Reddito di Cittadinanza o altri sussidi come la Naspi, la Cassa Integrazione guadagni, ANF, Rem ed altre. Infine gli importi del Reddito di Libertà sono esenti dall’IRPEF poichè erogati da un ente pubblico a titolo assistenziale.

Chi ha presentato domanda

Il Reddito di libertà è destinato alle donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza.  Il contributo è finalizzato a sostenere le spese per l’autonomia abitativa e personale. Ma anche il percorso scolastico e formativo di eventuali figli e figlie minori.

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