Pil in crescita pronto a raggiungere il 3,1%: il turismo guida la ripresa

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Pil in crescita pronto a raggiungere il 3,1%: il turismo guida la ripresa. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze stima una ripresa della crescita del Pil italiano. Le previsioni lanciate indicato un ulteriore cambio di passo rispetto alla battuta d’arresto prodotta dalla crisi in Ucraina. Infatti l’Istat all’inizio del 2022 aveva stimato una crescita del 4,1% che invece a causa del nuovo scenario determinato dal conflitto russo-ucraino ha subito un drastico calo, attestandosi al 2,4%. Soltanto di recente il Ministero ha elaborato nuove proiezioni, confermate dal Documento di Economia e Finanza di aprile. Qui si conferma che il livello di crescita potrebbe attestarsi nuovamente in salita, al 3,1%.

Pil in crescita, il turismo guida la ripresa

Il Pil in crescita pronto a raggiungere il 3,1%. E’ un dato fomentato dalla spinta che arriva in particolar modo dal turismo e quindi dal settore dei servizi. Grazie all’eliminazione delle restrizioni anti-Covid il turismo si annuncia come uno dei settori trainanti del Pil italiano. Un dato dimostrato dalla ripartenza di strutture alberghiere e ricettive, oltre che da un rinnovato dinamismo di tutti i turismi.

Al turismo segue il comparto delle costruzioni, che registra un particolare livello di dinamicità grazie al ventaglio di incentivi statali che sono stati messi in campo negli ultimi mesi. Il Def licenziato ad aprile registra nuovi segnali che vanno incontro al segno più. Ma non è possibile trascurare in questa fase l’indebolimento del potere d’acquisto dei cittadini.

Cala il potere d’acquisto dei consumatori

Nonostante la crescita stimata sul Pil innescata dai servizi, è necessario considerare l’inflazione dettata dalla guerra e dal caro prezzi delle materie prime. Una condizione che ha influito pesantemente sulla capacità di spesa dei consumatori. Altro dato interessante è invece il clima di fiducia delle imprese italiane.

Complessivamente il contesto economico e geopolitico è estremamente sfidante, come lo ha definito il Ministero stesso. E le incertezze potrebbero aumentare nel prossimo autunno, con l’incognita sull’esportazione del gas russo, che avrà ripercussioni sull’intero sistema produttivo. L’altra incognita è quella dei tassi. “A giugno le emissioni del Tesoro hanno raggiunto la metà del programma annuale, che per il secondo semestre prevede emissioni lorde per circa 150 miliardi, 145 dei quali dedicati al rifinanziamento di titoli in scadenza, con un costo all’emissione salito allo 0,7% dai minimi storici dello 0,1%, registrati nel 2021”.

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