Mercato del lavoro, dati e analisi 2022: 100mila lavoratori in più

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Mercato del lavoro, dati e analisi 2022 del Ministero del Lavoro, Banca d’Italia e Anpal. E’ stato appena pubblicato il report sull’andamento del mercato del lavoro 2022, ottenuto grazie all’incrocio di due fonti informative. Ovvero le Comunicazioni obbligatorie e le Dichiarazioni di Immediata Disponibilità al Lavoro.

Mercato del lavoro, centomila posti in più rispetto al 2019

Da gennaio a giugno di quest’anno sono state create circa 230.000 posizioni lavorative alle dipendenze al netto dei fattori stagionali, quasi 100.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2019, prima della pandemia. Nei mesi primaverili la dinamica dell’occupazione dipendente ha mostrato tuttavia segnali di rallentamento: la differenza tra le assunzioni e le cessazioni si è ridotta, pur restando ampiamente positiva.

A fronte della tenuta dell’industria si conferma il rallentamento delle costruzioni; aumenta il numero dei contratti a tempo indeterminato.
Nel comparto industriale il numero di nuove posizioni lavorative è rimasto stabile, mentre nelle costruzioni si è confermata la forte frenata
già riscontrata nel bimestre marzo-aprile. Anche nel commercio e nel turismo in maggio e giugno sono emersi segnali di indebolimento; in
questi settori tuttavia, nei primi sei mesi dell’anno, sono stati creati oltre 90.000 posti di lavoro, circa 29.000 in più di quelli del 2019.

Rallenta comparto turistico e commercio, aumentano i contratti a tempo indeterminato

Il recente rallentamento del comparto turistico e di quello del commercio, settori che ricorrono in misura maggiore a rapporti di lavoro di breve durata, si è riflesso in una frenata complessiva della crescita. Nei primi sei mesi dell’anno esse hanno rappresentato circa un quarto delle attivazioni nette, dopo aver tenuto conto dei fattori stagionali. Al contrario, l’occupazione a tempo indeterminato ha beneficiato del continuo aumento del numero di trasformazioni di contratti temporanei in permanenti che negli ultimi mesi è tornato sui livelli del 2019.

A fronte di un andamento costante delle assunzioni e dei licenziamenti, si è registrato un lieve calo delle dimissioni. Queste ultime erano cresciute rapidamente nel 2021, quando la ripresa del mercato del lavoro aveva alimentato le transizioni di lavoratori da un’impresa a un’altra. È proseguita inoltre la riduzione del numero di contratti di apprendistato, particolarmente marcata a partire dal dicembre 2021.

Disoccupati, calano DID e apprendistato

Tra aprile e maggio è proseguita la riduzione della disoccupazione amministrativa misurata dalle dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro (DID) presentate da chi non ha un’occupazione. Dall’inizio dell’anno si è registrato un calo del numero dei disoccupati così definiti di oltre 270.000 persone, un valore superiore a quello dello stesso periodo del 2021. Ha contribuito soprattutto il maggior numero di donne uscite dalla disoccupazione a seguito dell’attivazione di un nuovo contratto di lavoro, in crescita di oltre il 15 per cento rispetto ai primi cinque mesi del 2021.

Dal lato delle entrate nello stato di disoccupazione, è continuato ad aumentare il numero di nuove dichiarazioni di disponibilità al lavoro (oltre 100.000 in media ogni mese dall’inizio dell’anno, da 90.000 dell’anno precedente). Si sono ridotte rispetto al 2021 invece le riattivazioni dopo un periodo di occupazione non superiore a sei mesi, segnalando un allungamento della durata dei contratti. Il rapporto tra i reingressi e le uscite dallo stato di disoccupato è diminuito soprattutto nel Centro Nord , tornando sui livelli analoghi a quelli precedenti la pandemia.

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