“Decreto Trasparenza” sui contratti, cosa cambia per i datori di lavoro. Il Decreto Trasparenza entra ufficialmente in vigore dal 1° agosto. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale si rende operativa la direttiva sull’obbligo di informazione da parte dei datori di lavoro in merito ai contratti di lavoro di tutti i lavoratori. La pubblicazione fa seguito all’approvazione del 27 giugno 2022, destinato a cambiare le condizioni di trasparenza e obblighi formativi da parte dei datori di lavoro su tutti i contratti dipendenti.
Decreto Trasparenza, le informazioni a portata di tutti
Il decreto trasparenza consentirà di conoscere le condizioni di lavoro di tutti i dipendenti che hanno un rapporto di lavoro. Come specificato dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il decreto entrerà in vigore dal 1° agosto per chi ha già un contratto in corso, e dal 13 agosto per le nuove assunzioni. Infatti i nuovi contratti saranno riscritti proprio nel mese dedicato alle ferie.
In particolar modo cambiano le indicazioni per i datori di lavoro. Gli obblighi informativi a cui dovranno ottemperare consentiranno di evitare pesanti sanzioni. Sui contratti bisognerà specificare anche il periodi di prova, l’inquadramento del lavoratore e la programmazione dell’orario, fino anche alle ferie e i congedi retribuiti. Secondo il decreto trasparenza le regole devono applicarsi a tutti i contratti di lavoro subordinato a prescindere dalla data, dal regime orario, dai rapporti part-time o intermittenti.
Decreto trasparenza, informazioni dettagliate su tutti i tipi di contratto
L’obbligo sulla specifica del contratto vale anche per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, quelli con impostazione occasionale e i lavori domestici. I casi di esclusione riguardano i contratti di durata molto breve. Le sanzioni amministrative verranno applicate per ogni lavoratore interessato con un contratto comunicato in modo incompleto o con altre tipologie di omissione.
I datori di lavoro dovranno ottemperare agli obblighi entro il mese di agosto, e aderire alla comunicazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro. In particolare, il contratto dovrà contenere informazioni come
- Tipologia contrattuale
- Nome del datore
- Sede di lavoro
- Data di inizio e fine (in caso di rapporto a tempo determinato)
- Il periodo di prova (se previsto)
- La categoria, livello e la qualifica o in alternativa la descrizione della tipologia di lavoro
- L’orario di lavoro
- La durata delle ferie
- La durata dei congedi retribuiti
Si introduce il diritto di formazione
Il decreto Trasparenza introduce altre informazioni nel contratto come il diritto al periodo di formazione, se necessario a svolgere il lavoro. La richiesta di maggiore trasparenza è richiesta a tutti i datori di lavoro che applicano contratti di lavoro subordinato. E a prescindere dalla durata e dal regime orario. Sono inclusi anche i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, quelli di prestazione occasionale e forme di contratti come quelli marittimi, della pesca e dei lavoratori domestici.
Le sanzioni
Per i datori di lavoro che non seguiranno le direttive del nuovo decreto trasparenza saranno disposte per legge delle sanzioni amministrative dal valore di 250 euro fino a 1500 euro per ogni lavoratore interessato. La sanzione è prevista dopo denuncia da parte del lavoratore o dopo accertamento ufficiale.
