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Da settembre nuove regole sulle violazioni contributive.

A partire dal 1° settembre, entreranno in vigore nuove regole sulle violazioni contributive grazie alle modifiche introdotte dal decreto Pnrr (Dl 19/24). Tra le novità principali, il ravvedimento operoso consente una riduzione delle sanzioni per chi versa i contributi entro 120 giorni dalla scadenza. Inoltre, l’Inps avvierà un sistema di interscambio informativo con i contribuenti, facilitando la regolarizzazione dei pagamenti.

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La nomina individua il preposto.

Incombe sul datore di lavoro il compito di vigilare, anche mediante la NOMINA di un preposto, sulle modalità di svolgimento del lavoro in modo da garantire la corretta osservanza delle disposizioni atte a prevenire infortuni sul lavoro, in quanto il datore di lavoro deve vigilare per impedire l’instaurazione di prassi contra legem foriere di pericoli per i lavoratori, con la conseguenza

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Impresa familiare senza recinti.

C’è impresa familiare anche tra conviventi di fatto. Il diritto al lavoro e alla giusta retribuzione, infatti, sono diritti fondamentali che non ammettono eccezioni e richiedono uguale protezione in ogni contesto. Quindi non solo nella famiglia fondata sul matrimonio e nelle unioni civili, ma anche nella famiglia di fatto. Lo stabilisce la Corte costituzionale nella sentenza 148/2024, dichiarando illegittime le norme del codice civile (art. 230-bis, comma 3, e 230-ter) che, finora,

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Infortuni mortali, stop ai lavori.

Patente sospesa se ci scappa il morto sul lavoro. Lo stop è obbligatorio, fino a un anno, se c’è la colpa grave del datore di lavoro, del suo delegato o del dirigente, rilevata nei primi verbali di accertamento dell’infortunio mortale. La stop è solo eventuale (decide l’ispettore), invece, nei casi d’infortunio con conseguenze d’inabilità o menomazioni per un lavoratore, imputabili al datore di lavoro, al suo delegato o al dirigente. A stabilirlo è la bozza di decreto attuativo della patente a crediti introdotta dall’art.

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Più certezza nei licenziamenti.

Maggiore certezza sui licenziamenti economici. Se c’è il motivo della risoluzione del rapporto di lavoro (motivo sul quale il giudice non può sindacare), il licenziamento è valido senza più la necessità di verificare prima il repechage (cioè la possibilità di ricollocare il lavoratore in altra posizione lavorativa aziendale). Inoltre, il repechage, qualora possibile ma non

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