Redazione

La nomina individua il preposto.

Incombe sul datore di lavoro il compito di vigilare, anche mediante la NOMINA di un preposto, sulle modalità di svolgimento del lavoro in modo da garantire la corretta osservanza delle disposizioni atte a prevenire infortuni sul lavoro, in quanto il datore di lavoro deve vigilare per impedire l’instaurazione di prassi contra legem foriere di pericoli per i lavoratori, con la conseguenza

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Impresa familiare senza recinti.

C’è impresa familiare anche tra conviventi di fatto. Il diritto al lavoro e alla giusta retribuzione, infatti, sono diritti fondamentali che non ammettono eccezioni e richiedono uguale protezione in ogni contesto. Quindi non solo nella famiglia fondata sul matrimonio e nelle unioni civili, ma anche nella famiglia di fatto. Lo stabilisce la Corte costituzionale nella sentenza 148/2024, dichiarando illegittime le norme del codice civile (art. 230-bis, comma 3, e 230-ter) che, finora,

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Infortuni mortali, stop ai lavori.

Patente sospesa se ci scappa il morto sul lavoro. Lo stop è obbligatorio, fino a un anno, se c’è la colpa grave del datore di lavoro, del suo delegato o del dirigente, rilevata nei primi verbali di accertamento dell’infortunio mortale. La stop è solo eventuale (decide l’ispettore), invece, nei casi d’infortunio con conseguenze d’inabilità o menomazioni per un lavoratore, imputabili al datore di lavoro, al suo delegato o al dirigente. A stabilirlo è la bozza di decreto attuativo della patente a crediti introdotta dall’art.

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Più certezza nei licenziamenti.

Maggiore certezza sui licenziamenti economici. Se c’è il motivo della risoluzione del rapporto di lavoro (motivo sul quale il giudice non può sindacare), il licenziamento è valido senza più la necessità di verificare prima il repechage (cioè la possibilità di ricollocare il lavoratore in altra posizione lavorativa aziendale). Inoltre, il repechage, qualora possibile ma non

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Cassazione: per scegliere i dipendenti da licenziare vanno considerate anche le mansioni svolte in passato.

Con l’ordinanza n. 18093 del 02.07.2024, la Cassazione afferma che, in caso di licenziamento collettivo per chiusura di un reparto, la comparazione dei lavoratori per l’individuazione di quelli da licenziare deve essere estesa anche ai dipendenti degli altri dipartimenti aziendali presso cui abbia, in passato, prestato attività il personale adibito al settore oggetto di eliminazione.

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Welfare aziendale – Attività sportive esentasse solo se svolte in ambito scolastico

Con la risposta n. 144/2024, in tema di welfare aziendale, l’ Agenzia delle Entrate ha fornito nuovi chiarimenti in merito al corretto trattamento fiscale delle spese rimborsate dal datore di lavoro ai propri dipendenti per l’attività sportiva svolta da familiari. La questione riguarda l’applicabilità del regime di esenzione fiscale dell’articolo 51, comma 2, lettera f-bis), del TUIR, che esclude dalla formazione del reddito le somme e le prestazioni erogate per servizi di educazione e istruzione a favore del lavoratore o dei

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Corte di Cassazione, ordinanza 24 giugno 2024, n. 17270.

Nel giudizio di impugnazione di un licenziamento per giustificato motivo soggettivo (assenza ingiustificata di quattro giorni per rifiuto del dipendente di mansioni ritenute diverse da quelle contrattuali), il lavoratore aveva tra l’altro rilevato che a norma del CCNL applicabile le mancanze che giustificano tale forma di licenziamento sono diverse e più gravi di quelle contestategli.

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