Cassazione

Cassazione: superminimo non assorbibile se la retribuzione aumenta per il passaggio di livello.

Con l’ordinanza n. 11771 del 05.05.2025, la Cassazione afferma che il superminimo è assorbibile soltanto nell’eventuale futuro aumento dei minimi tabellari del CCNL e non anche nella progressione economica dovuta al passaggio di livello. Il fatto affrontato Il lavoratore ricorre giudizialmente al fine di vedersi riconosciuto il superiore livello di inquadramento.La Corte d’Appello accoglie la predetta domanda, ritenendo non assorbibile nelle differenze connesse al riconosciuto livello quanto erogato a titolo di superminimo. L’ordinanza La Cassazione – nel confermare

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Cassazione: licenziato chi svolge un altro lavoro durante il congedo parentale.

Con la sentenza n. 2618 del 04.02.2025, la Cassazione afferma che, anche alla luce dei sacrifici e dei costi organizzativi che il congedo parentale impone alla parte datoriale, è legittimo il licenziamento del dipendente che, durante la fruizione di tale istituto, svolge una diversa attività lavorativa. Il fatto affrontato Il dipendente impugna giudizialmente il licenziamento

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Cassazione: l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato determina la restituzione della NASpI anticipata.

Il lavoratore impugna giudizialmente il provvedimento con cui l’INPS gli aveva richiesto la restituzione dell’incentivo all’autoimprenditorialità percepito in luogo della NASpI. La Corte d’Appello accoglie la predetta domanda, sul presupposto che il rapporto di lavoro del ricorrente, che aveva portato l’Istituto ad avanzare l’impugnata richiesta, era da qualificare come una prestazione occasionale di lavoro autonomo.

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Cassazione: il controllo datoriale non può riguardare dati antecedenti all’insorgere del sospetto di illeciti.

Questa ordinanza della Cassazione (n. 807 del 13 gennaio 2025) conferma un principio fondamentale in materia di controlli datoriali e utilizzo delle prove nei procedimenti disciplinari: il datore di lavoro non può basare un licenziamento su dati acquisiti dal PC aziendale del dipendente se tali dati risalgono a un periodo precedente all’insorgere del sospetto che ha

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Cassazione: il lavoratore disabile ha diritto allo smartworking.

Con la sentenza n. 605 del 10.01.2025, la Cassazione afferma che l’accoglimento dell’istanza del dipendente disabile volta a poter eseguire la propria prestazione in regime di smartworking rientra tra i ragionevoli accomodamenti che il datore deve porre in essere per non incappare in una discriminazione ai danni dei lavoratori invalidi. Il fatto affrontato Il dipendente,

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Cassazione: l’INPS non può limitare nel tempo il diritto alla fruizione dei permessi ex L. 104/1992

Con la sentenza n. 30628 del 28.11.2024, la Cassazione afferma il seguente principio di diritto: “il diritto ai permessi mensili retribuiti previsti dall’art. 33 della legge n. 104 del 1992 sorge a seguito di domanda amministrativa e, in presenza delle condizioni richieste dalla legge, si configura come obbligazione di durata che permane sino all’accertamento di

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Cassazione: l’indennità di mensa si computa nella base di calcolo del TFR?

Con l’ordinanza n. 31719 del 10.12.2024, la Cassazione afferma che l’indennità di mensa non ha valore ontologicamente retributivo e, dunque, salva diversa previsione da parte dei contratti collettivi, non va considerata nella base di calcolo del TFR. Il fatto affrontato Il lavoratore ricorre giudizialmente al fine di chiedere il pagamento di differenze retributive sul TFR,

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Cassazione: il possesso del DURC non impedisce all’INPS di procedere al recupero di contributi dovuti.

Con l’ordinanza n. 30788 del 02.12.2024, la Cassazione afferma che il rilascio di un DURC positivo non impedisce all’INPS di esigere differenze contributive rispetto agli sgravi ottenuti dalla società senza averne diritto. Il fatto affrontato La cooperativa propone opposizione giudiziale all’avviso di addebito emesso dall’INPS in relazione a contributi evasi nel periodo dicembre 2014/marzo 2015.

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Cassazione: l’esternalizzazione mediante subappalto integra il trasferimento d’azienda?

Con l’ordinanza n. 26449 del 10.12.2024, la Cassazione afferma che la decisione del datore di lavoro appaltatore di esternalizzare il servizio mediante un subappalto non integra né la fattispecie del cambio di appalto né quella del trasferimento di azienda. Il fatto affrontato Il lavoratore, impiegato presso un appalto, impugna giudizialmente il licenziamento irrogatogli a seguito dell’esternalizzazione dell’attività cui era adibito, avvenuta attraverso un subappalto. La Corte d’Appello accoglie parzialmente la predetta domanda e riconosce solo una indennità al ricorrente, non ritenendo invece integrata né la fattispecie del cambio di appalto né quella del trasferimento d’azienda. L’ordinanza La Cassazione –

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Cassazione: licenziato il lavoratore che abusa della fiducia del datore.

Con l’ordinanza n. 30613 del 28.11.2024, la Cassazione afferma che è legittimo il licenziamento irrogato al dipendente che, abusando della fiducia riconosciutagli dal datore, utilizza dei sotterfugi per non recarsi al lavoro. Il fatto affrontato Il dipendente, responsabile di un punto vendita della società datrice, impugna giudizialmente il licenziamento irrogatogli per aver ritardato la ripresa

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